Una sana alimentazione

tea-2373442_960_720Ho già parlato del mio sentirmi fisicamente inadeguata, da un po’ di tempo a questa parte (qui e qui ).

Per molto tempo ho seguito diete dimagranti, a volte fai da te, a volte seguita da professioniste.

Ogni volta perdo peso, lo riacquisto con gli interessi, lo perdo di nuovo e così via: una tragica reazione a catena.

Così, con imperdonabile ritardo, ho capito che la dieta non è fatta per me. Che sono molto brava a seguirla, ma non a mantenerla e torno subito alle schifezze alimentari solite.

Quello che devo correggere è proprio questo: il mio rapporto con il cibo. Imparare che la rabbia e la frustrazione non passano addentando un hamburger, che non serve sommergere il mio panino di maionese perché sia gustoso, che friggere qualsiasi cosa non è un modo per godersi la vita.

Sto iniziando a scegliere quello che mangio con più consapevolezza, a provare sapori nuovi e più delicati, a sperimentare nuovi sistemi di cottura.

Provo nuovi cereali preferendoli integrali, assaggio nuovi tipi di frutta e verdura, utilizzo condimenti più leggeri.

I risultati arriveranno più lentamente, ma sono convinta che sulla lunga distanza questo comportamento mi premierà.

Ovviamente mi aiuto con lo yoga e la meditazione, per resistere alla tentazione di un fiore di zucca ripieno fritto ma anche per capire da dove vengono i miei disordini alimentari e, così, sperare di riuscire a superarli.

Ditemi in bocca al lupo!

 

Guardandosi allo specchio, Gatha

frog-1498909_960_720Sto attraversando un momento nel quale il mio corpo sembra non rispecchiarmi più, non lo riconosco, non lo accetto.

Non è facile, ma sto cercando di affrontare questo disagio come meglio posso. Mi curo di me, mangio sano e faccio sport (tanto, tanto yoga!).

Ovviamente medito, aiutandomi con questo Gatha del grande maestro Thich Nhat Hanh.

Mi ricorda che la vera bellezza non è un corpo filiforme, ma sta nel cuore e nel cervello:

Guardandosi allo specchio

La consapevolezza è uno specchio
che riflettei quattro elementi.
Bellezza è un cuore amorevole,
bellezza è una mente aperta.

Il corpo adatto allo yoga

frog-1109792_960_720Pratico yoga da quasi quattro anni, e adesso mi piacerebbe iniziare ad insegnarlo. Vorrei frequentare un corso professionalizzante ma…c’è un ma.

Ciò che mi blocca è il mio corpo. Non sono esattamente un figurino, diciamo pure che sono sovrappeso. Questo non mi ha mai fermato, ho sempre praticato senza problemi, ma nel momento in cui ho messo in conto di poter diventare insegnante…tutte le insegnanti che conosco mi sono sfilate davanti agli occhi.

Flessibili, toniche, MAGRE.

La donna insicura che è in me ha messo un veto. Non farai il corso se prima non dimagrirai.

Fortunatamente esiste Instagram. e così ho “conosciuto” due insegnanti di yoga molto particolari Nolatrees e Jessamynstanley. Sono insegnati yoga, sono brave e sono bellissime, e non sono magre.

Fatevi un giro sui loro profili (ed anche sul mio se vi va).

Sono la prova vivente che non serve un corpo esile per praticare, che il mio corpo va benissimo così com’è, finché non ci sono problemi di salute.

Vediamo se con il loro esempio riesco a passare sopra alle mie fisime e raggiungere il mio sogno…

Trattamento Reiki a distanza

reikiPoter fare trattamenti Reiki a persone (o cose, o animali) non fisicamente presenti è stato uno dei motivi per cui ho fortemente voluto fare il seminario reiki di di secondo livello. E’ bellissimo sapere che puoi esserci anche quando non ci sei, per chi ami ma è lontano.

Purtroppo non posso entrare nei particolari del trattamento, in quanto è necessaria l’iniziazione ed io rispetto la segretezza dei simboli, anche se, purtroppo, molti non lo fanno e si possono trovare perfino in rete.

Vi dirò solo che è efficace esattamente come il reiki a contatto, anche se richiede uno sforzo in più di concentrazione da parte dell’operatore (non avendo di fronte il ricevente è più facile distrarsi, e poi ci sono delle visualizzazioni da fare e dei simboli da tracciare, uno dei quali piuttosto complicato!). Ma il ricevente, anche se lontano, potrà godere di tutti i benefici del reiki, mandato lontano dall’intenzione e dall’amore.

Io personalmente ricorro spesso a questo trattamento, i riceventi sono sempre stati entusiasti!

Surya namaskara, per iniziare

L’estate è finalmente arrivata, praticare yoga all’aperto è qualcosa di magico. Praticare surya namaskara, anche di più!

Vi ho già postato un video tempo fa, qui spiegavo anche i vantaggi del saluto al sole per la psiche e per il corpo.

Vi metto qua un altro video, di Passione Yoga (canale che amo!), qui è ben spiegato in tutti i suoi passaggi. Se non hai mai praticato, o se vuoi dare una ripassata guardalo!

Il Reiki sul cibo, purificare ciò che mangiamo

pomodoriIn ogni cultura, ed in ogni religione, si sente il bisogno di purificare, benedire il cibo prima di consumarlo.

Nelle case cristiane si recita la preghiera di ringraziamento. Gli induisti offrono i primi bocconi del cibo preparato alla statuetta del Dio, che così lo benedice tutto. Gli ebrei hanno addirittura diverse benedizioni a seconda di cosa ci si  accinga a mangiare.

Anche con il Reiki si può ottenere la purificazione di ciò che mangiamo.

Una purificazione è necessaria se vogliamo ottenere il meglio da ciò che mangiamo.

Abbiamo già visto che quando ci nutriamo di carne, pesce o di prodotti derivanti da allevamenti intensivi ed inumani, il cibo si carica dell’energia negativa dell’animale, delle sue sofferenze.

Ma anche i vegetariani ed i vegani non sono al riparo.

Immaginate che il contadino che coltiva i pomodori che comprate odi il suo lavoro, o che il commesso dell’alimentari litighi continuamente con il suo capo, oppure che il cuoco che vi sta cucinando la cena abbia un grosso problema da risolvere.

In tutti questi casi l’ambiente, e con lui il cibo che consumeremo, si satura di energia negativa, energia che finirà sulle nostre tavole e nei nostri stomaci.

Noi stessi, a volte, facciamo la spesa in fretta e furia, o cuciniamo arrabbiati, o nervosi, o preoccupati.

Con il Reiki è molto semplice ottenere un riequilibrio delle energie del cibo, potenziare quelle positive e minimizzare quelle negative.

Come?

Se si cucina, basterà farlo con amore e le nostre mani “tutte piene di Reiki”, come dice mia figlia, faranno il resto.

Se si mangia fuori facciamo due o tre respiri, poi prendiamo semplicemente il piatto tra le mani per un paio di minuti, se si ha il secondo livello si può tracciare il primo simbolo con la lingua e pronunciarlo dentro di noi. Si può fare in modo molto discreto e non saremo costretti a spiegare a tutti i commensali che si sta facendo, a meno che non lo si voglia.

Il cibo così trattato sarà carico di energie positive, saranno più facilmente assimilabili i principi nutritivi e ridotti al minimo quelli dannosi (un po’ come accade con le medicine).

Senz’altro da provare!

Di come il Reiki ha cambiato la mia vita

Solo_per_oggi_-_CopiaFacebook mi ha ricordato che due anni fa prendevo il primo livello Reiki.

A parte che mi stanno scivolando gli anni davanti come se non li avessi neppure vissuti (ma questa è una riflessione da anziana), ho cercato di capire come il Reiki avesse cambiato, se l’avesse cambiata, la mia vita.

La risposta è stata sì. Sì il Reiki ha cambiato la mia vita.

Intanto riesco ad aiutare amici e parenti, là dove due anni fa mi sentivo impotente. Se hanno un dolore, un fastidio, sono in grado di dare una mano. Certo, per i  miracoli ci stiamo attrezzando…ma il Reiki aiuta e tanto. Mi chiamano quando hanno bisogno, se posso vado a far loro un trattamento, se non posso ne faccio uno a distanza, che è ugualmente efficace. Poter aiutare chi ami nei momenti di difficoltà è veramente impagabile.

Anche i miei, di dolori, sono diminuiti parecchio. Un esempio per tutti: io mi brucio continuamente, davvero. Non posso fare un uovo al tegamino senza provocarmi ustioni di secondo grado, sono bravissima ad afferrare una teglia rovente dal forno dimenticando il guanto, se metto un ciocco nel caminetto non posso fare a meno di appoggiare il palmo sugli alari. Di conseguenza sono sempre coperta di vesciche…o dovrei dire ero. Infatti una delle cose su cui il Reiki è particolarmente efficace sono proprio le scottature (ed anche le piccole ferite, il Reiki ferma il sanguinamento), quando mi scotto mi do il Reiki direttamente sulla bruciatura, passa il dolore e la vescica semplicemente non compare.

Ma, al di là degli usi per così dire pratici del Reiki, è proprio la filosofia che ne sta alla base che mi ha invaso la vita. Le cinque regole del dottor Usui (immagine) nella loro semplicità (ma non banalità, infatti non sempre riesco a metterle in pratica), sono di una profondità disarmante e soltanto il provare a farne la base della mia esistenza mi arricchisce infinitamente.

Non posso che dire grazie all’Universo per avermi messo sulla strada questa tecnica meravigliosa.

 

 

Pranayama, l’arte di respirare

respiroIl Pranayama è una parte dello yoga che riguarda la corretta respirazione.

Nello yoga respirare bene non significa solo ossigenarsi, ma anche e soprattutto utilizzare al meglio il Prana presente nell’aria.

Sappiamo infatti che la maggior fonte di Prana disponibile si trova tutto intorno a noi, imparare a controllare la respirazione ci aiuta ad utilizzare adeguatamente l’energia che l’Universo mette a nostra disposizione.

Il Pranayama aiuta a tenere sotto controllo lo stress, migliora la digestione, aiuta ad eliminare le tossine, ripulisce i nostri canali energetici (nadi), regolarizza il funzionamento dei Chakra.

Direi che ci sono più e più buone ragioni per sperimentarlo!

Vi lascio un esercizio semplice, che potete provare alla prossima meditazione.

 

SAMA VRITTI PRANAYAMA

La respirazione quadrata

  • Indosso abiti comodi, che non costringano la vita o la cassa toracica.
  • Mi siedo comodo, la schiena ben dritta per favorire l’apertura dei polmoni, ma non rigida.
  • Inizio a respirare normalmente , inspiro ed espiro dal naso. Osservo la mia respirazione senza giudizio, senza forzature.
  • Adesso inspirando conto fino a quattro
  • Trattengo il respiro a polmoni pieni, contando fino a quattro
  • Espiro, contando fino a quattro
  • Trattengo a polmoni vuoti, contando fino a quattro
  • Continuo così per qualche minuto
  • Torno alla mia respirazione naturale osservando gli eventuali cambiamenti avvenuti, senza giudizio e senza forzature.

Per tutta la durata della pratica inspirerò ed espirerò dal naso, attraverso le narici, infatti, passano due delle Nadi principali (a breve un post su questo!).

Con il tempo si potrà aumentare il conteggio fino ad un massimo di dieci secondi, e la pratica fino anche a trenta minuti!

La respirazione quadrata armonizza in particolare il primo chakra, favorendo la centratura e la stabilità.

Se volete approfondire le tecniche di respiazione, vi consiglio un libro che sto leggendo ed amando. E’ di Gabriella Cella e si intitola “Fai un bel respiro”. E’ molto chiaro, ben scritto e scorrevole.

 

 

Chandra Namaskara, il saluto alla luna

Se il saluto al sole è conosciuto anche da chi non pratica yoga, il saluto alla luna è decisamente meno noto, ma altrettanto suggestivo. Anzi, per me lo è anche di più.

La simbologia della luna come astro che governa la vita femminile, che regola il flusso mestruale e che influenza gli umori, ha radici antiche anche nella cultura europea, (per esempio nella religione druidica).

Nella filosofia indiana l’energia lunare scorre attraverso Ida, uno dei tre canali principali attraverso i quali scorre il Prana nel nostro corpo (l’energia solare scorre invece attraverso Pingala).

Se il Saluto al sole è utile per risvegliare le energie, ed è dunque preferibile eseguirlo al mattino, il Saluto alla luna armonizza le energie, riduce lo stress e prepara ad una buona nottata di sonno. Si pratica, dunque, preferibilmente alla sera, prima di coricarsi.

Se volete sapere come eseguirlo guardate il video qui sotto. Ci sono due versioni, la prima più intensa, la seconda più adatta ai principianti.

Come al solito il video è preso dal canale Youtube di Yoga ‘n ride. Visitate anche la loro pagina Facebook!

Reiki e medicina ufficiale 

reikiIl reiki è un aiuto valido, validissimo, nel trattamento dei vari disturbi che possono affliggerci.

Ma non sostituisce in alcun modo la medicina ufficiale, in alcun modo!

Quello che fa il reiki è potenziare le nostre naturali capacità di guarigione, ma se ho lo streptococco devo prendere l’antibiotico (ovviamente prescritto dal medico), non ci sono storie.

Ma il reiki, oltre a rinforzare il nostro organismo ed aiutarci, così, a superare la malattia, è molto utile per minimizzare gli inevitabili effetti collaterali dei farmaci.

Se il medico mi ha prescritto un farmaco, basterà che lo tenga fra le mani per qualche minuto (se ho il secondo livello posso anche tracciare il primo simbolo) per potenziare i suoi effetti benefici e contemporaneamente ridurre al minimo i suoi effetti collaterali.

La mia cura risulterà così più efficace e meno invasiva, se a questo aggiungo l’autotrattamento (o il trattamento da parte di un operatore) il mio corpo reagirà al meglio alle cure!